domenica 8 aprile 2018

Come scrivere un giallo.

Se devo essere sincera, non sono una grande amante dei manuali "Come scrivere", perchè non sono mai particolarmente brillanti.
Spesso quando li leggo sembrano i primini della classe che in verità non dicono niente di male.
Alcuni però sono deliziosi. E questo è il caso di un libro di una delle più interesanti autrici americane del novecento.


Come si scrive un giallo. Teoria e pratica della suspense, di  Patricia Highsmith è uno di qui (troppo) numerosi libri che palrano di come scrivere un libro di suspance. 
C'è da dire che l'atteggiamento e l'approccio dell'autrice è semplice e lineare. Non è nè pretenziosa, nè saccente e, per fortuna, non vuole fare la maestrina. Sembra quasi un'amica più grande che vuole dare consigli non per dire "guarda quanto ho fatto io"/"guarda come si fa sei una pezzente"/etc, ma piuttosto qualcuno che non vuole farti perdere tempo facendo gli errori più grossolani che invece farai. Non c'è saccenza, ma la grande esperienza che si espone e si racconta dando spunti di rilessione, conferme di quello che si pensa o scoperte inaspettate.
E' pragmatica e piena di argomentazioni. Sicuramente, come lei stessa spera, il libro è adatto a chiunque voglia avere "consigli" per scrivere narrativa. Sembra che dica ovvietà ma sicuramente dice ovvietà meno ovvie di tanti altri e che è bello sentirsele dire cose che si pensa ma di cui magari non si è sicuri. Non è biografico, ma si usa come esempio, avendo ben vissuto all'insegna dello scrivere.












venerdì 6 aprile 2018

Gli innovativi canali televisivi che propongono sempre la stessa merda

Dopo tanto tempo di assenza, mi rifaccio sentire inveche che con i lavori di cui avrei voluto parlare, per insultare qualcuno che mi insulta e insulta tutti i telespettatori trattando tutti per scemi.
Sicuramente, se guardate un minimo di televisione siete incappati nella pubblicità del nuovo canale Mediaset.
Canale dedicato a film e Serie TV
Si vantano di avere una programmazione pregiata, innovariva e per tutti i gusti. 


Ovviamente, per chi conosce il calcio per come è ora, sa che effettivamente, se il canale televisiovi ha come soggetto anche la Chempions League, è l'unica cosa vera che ha afferto come nuovo e seriale. Oramai il calcio ha di vero solo che giocano dei pippottini alla Big Jim, ma è tutto ben programmato. Scemo chi crede il contrario. Lo stesso va per i mondiali, visto che l'unica cosa onesta è confermare che l'Italia non se li meritava, ma non se li meritava da anni. Che vadano a raccogliere pomodori, così vedono come è il vero lavoro e si impegnino di più a fare i bambinetti con il pallone. Falliti.

Ma parliamo di come si definisce il canale. La voce di fondo dice (con quella voce accattivante che solo lui sa fare): 

  • Solo serie TV innovative;
  • Cinema moderno e di qualità;
  • il genere che mancava nel panorama delle altre programazzioni in chiaro.
E qui m'incazzo. Sì, lo sapete: non sono iporcrita: non fingerò mettendo X varie per non sembrare volgare. Sbotto e non me ne frega nulla.

Io se non ho un dvd o maratone varie, sono una da zapping. Mi annoio di tutto. Mi ero dimenticata, in verità, esistesse questo nuovo canale, se non avessi sbagliato a schiacciare il telecomando finendo invce che sul 22, sul 20, dopo un'urticante salto verso il 21 con una programmazione che in quel momento reputai immediatamente deprmente.

Ma questa Canale Innotavito non scherza a far schifo. Innovative? Dove? Quando? In esclusiva? Prendete in giro? 

Ma commentiamole assieme. Anzi, leggetevelo econcordate.


  • The Sinner - una donna da di matto e uccide un osconosciuto e un detective sul suo passato. OK, questo non lo conosco, ma da qui a pensare di guardarlo...
  • The Last Kingdom - I stagione (la II è uscita l'anno scorso anche qui in Italia) - la ricerca di figosaggine contro lo straniero degli inglesi (e dire "prodotto dalla BBC non è una garanzia di un buon lavoro...). Qui gli invasori sono danesi e loro sono gli eroi. Finirà che vincono o muoiono con dignità. E' sempre mortificante quando modificano così la storia. E' già osceno nella pubblicità quando fanno vedere il protagonista che da solo respinge un'orda. Da evitare se non ti piace vedere un solo bonazzo virile. Più per metallari o raider con la pancia e che si illudono che la barba sia figa solo per nascondere il doppio mento. Il mio consiglio? Uscite di casa e prima cominciate con le camminate, poi mettetevi a correre e perdete peso. Vedrete che smetterete di essere la versione italiana di Shawn Eckhardt.
  • Taken - più credibile di altri del genere, almeno a sto giro a finire in un gioco di spionaggio (dove probabilmente tutti saranno imparentati con tutti) è un ex berretto verde. Gli americani mi devono spiegare però come mai devono sempre avere una tragedia personale alle spalle. Anche solo per questo, brucerei la pellicola. E' il Prequel di Io ti troverò? Potevano evitarlo, ma come al solito confermano che non sanno inventarsi nulla e che devono licenziare tutti quei segalioli.
  • The Girlfriend Experience - (I stagione qui, ne sono già uscite 2) - è da quando era appena uscita che la Mediaset ne parlava così tanto (ma si sa, a certe famiglie piacciono le prostitute giovani, anche se non ne fanno un uso diretto) che io mi ero già stancata prima ancora che la protassero in Italia. La storia è di una finta brava ragazza che vuole fare l'avvocato di giorno, prostituta di notte. Che poi la storia potrebbe anche avere il suo perchè, se non fosse stato tutto banalizzato così tanto. Ma sicuramente chi ama la 50 sfumature di spiegoni su come è il sadomaso, piacerà da morire. Ma sarebbe meglio leggere un libro, anche un harmony va bene, eh! Sono le donne che sono cresciute con la Austen... Io, e non mi dispiace, con la Ikeda.
  • Mr Robot - III stagione attiva, I qui, of course - non credo sia commentabile
  • Agent X - Dirò solo che è stato cancellato dopo una sola stagione e, a dire il vero, lo hanno pure tagliato perchè non esiste un telefilm americano che finisce dopo 10 episodi. Una figata pazzesca di sicuro, eh? Forse dovrebbero pensare che se hanno tante serie ti telefilm sulle spie, dovrebbero cominciare a produrne o di un altro genere, o con una qualità migliore e gli italiani dovrebbero decidere di comprare solo cose di qualità, così... giusto per rimanere in liena a quello che si vantano di offrire...
  • Blood Drive - Cancellata dopo una sola stagione di 13 eposodi. A sto giro siamo in un futuro dispotico, con in copertian una tizia che si succhia un ciupa-ciups... Devo dire altro? Sì, leggi l'ultimo commento del punto precedente.
  • Frequency - II stagioni, 2016-2017 concluso e già trasmesso in Italia - io questo l'ho visto. La prima stagione non fa schifo, la seconda è da dare alle fiamme. L'attrice l'ho odiata dal primo momento, inespressiva, legnosa e nasale come la voce della sua doppiatrice. E' raffazzonata e composta in qualche modo. Se penso che ora lei farà Poison Ivy in Gotham (telefilm che sto evitando di vedere per non decidere di odiare davvero l'America), mi viene il vomito.
  • Proof - una dottoressa (voglio che sappiate che stavo scrivendo tizia) che, morto il figlio e separatasi dal marito, si ritrova a ricercare prove su cosa? Sulla reincarnazione. Chiuso in una serie, nel 2015 e dopo 10 episodi. Credo che abbiano fatto un prendi tre mediocri e paghi uno meramente decente. Tanto noi italiani ci accontentiamo, guardate come ci tratta il governo!
  • Hyde and Seek - poliziesco australiano di una sola stagione e 8 episodi risalente al 2016. Direi Wow se non fosse che leggendo non si vede l'ironia.
  • Suits - III stagione qui (se non ricordo male), ora siamo alla VII - giovanissima, eh? Mamma mia!! Diciamocelo: io ho visto una sola puntata della serie e per me l'unico personaggio decente è il gattaro, gli altri sono mediocri cliché. Fino a qualche mese fa te lo mettevano tre volte al giorno su un altro canale Mediaset in chiaro.
  • Person of Interes - qui I, ma chiusa nel 2016 con la V stagione - altro nuovissima serie, eh? Ok, è bella. innegabile. Ma fino a pochi mesi fa la si vedeva quasi in contemporanea su 2 canali Mediaset in chiaro.
  • Rizzoli & Isles - 7 serie dal 2010 al 2016 - una "novità pazzesca" (si capisce così l'ironia') messa in loop fino a praticamente una settimana fa su un altro canale.
  • The Mentalis - sette stagioni e conclusasi nel 2015 - oggi è appena finita l'ennesimo loop su un altro canale e tutt'ora presente un un secondo (con cui andavano insieme senza particolare imbarazzo). Una rarità da vedere... e poi è così nuovo!!!!
  • Rush Hour - 1 serie del 2016 - gli americani devono smetterla di serializzare i vecchi film. Già propinata in un altro canale in chiaro.
  • Homeland - 7 stagioni dal 2011, per loro di 5 - un'altra storia di spie. Quanto paga il governo degli stati uniti per produrre queste cagate e avere altra carne da macello e galoppini?
  • Almost Human - ragazzi, è una stagione dal 2013 al 2014!!! Devo davvero commentare?
  • Constantine - vecchio e brutto.
  • Lucifer - solo perchè il protagonista è il diavolo, allora riescono a farlo andare avanti perchè ci sono spettatori così imbecilli da illudersi che il signore degli ingeri sia davvero così mediocre. Oltre al fatto che ogni anno rischia la cancellazione e io l'avrei già fatto da un pezzo
  • Heroes Reborn - ......................................................................


La cosa più irritante è che hanno il coraggio di dire che copre in modo uniforme tutti i gusti, che vuole attirare un pubblico vasto, che...
Ragazzi. Fa cagare.
E' persino meglio Paramont con le sue eroine femminili che incomprensibilmente risolvono crimini come nuove JBF!! 

Parliamo dei film. Loro sono molto orgolgiosi di presentarli, ma davvero non riesco a vedere dove la grande scelta... di commedie ce ne sono due, di azione/giallo/etc pure, fantascienza e fumetti sono 14. Oltre al fatto che sono solo 4 quelli del 2016, come possono dire se è vera varietà? E' monotemantico e pure noioso. Oltre che io avrei da ridire sulla quantità dell'offerta.

Azione thriller:

  • Blood Father, 2016
  • John Wick, 2016
Commedia
  • Last Vegas, 2013
  • Nonno scatenato, 2016
Fantascienza
  • Godzilla, 2014
  • Interstellar, 2014
  • Mad Max - Fury Road, 2016
  • Ex Machina, 2015
  • Divergent, 2014
  • Insurgence, 2015
  • Allegiant, 2016
  • Lucy, 2014
  • Io sono leggenda, 2007
  • Pacific Rim, 2013 - uno dei film più brutti del decennio. scusate, ma dovevo dirlo
  • Io, Robot, 2004
Supereroi e fumetti

  • Batman Begins, 2005
  • Il Cavaliere Oscuro, 2008
  • Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, 2012 


Vorrei continuare gli insulti, ma devo scrivere una relazione vera.

venerdì 10 novembre 2017

Gli anni '80 non sono mia stati così belli

Sul serio, parliamoci chiaro. Chi ci è nato e chi ci è vissuto lo sa: gli anni '80 erano oggettivamente una merda sul piano estetico. Non ci si accorgeva dello schifo? Vero, ma ti viene da piangere a ripensarci o rivedere certi reperti.
Persino i bambini erano orribili e i bambini sono sempre bellissimi.
E io ero una bambina, quindi mi insulto, ma a ragione.
Poi la mia generazione è cresciuta e come noi siamo stati costretti a vedere robaccia ambientata negli anni '70, ora tocca ai "figli dei nostri fratelli maggiori" dovranno sorbirsi i nostri tempi.
Per fortuna ci sono delle chicche spettacolari.
IT, ad esempio, è un film horror che dimostra palesemente come se dei ragazzi sono rappresentati in maniera contemporanea sono diversi da come è l'interpretazione dei costumi se il film è fatto trent'anni dopo. E ci ha guadagnato. 
Ma non voglio riparlare di IT, ma di un'alta perla.
Degna figlia dei Goonies, come già l'ho definita a suo tempo, Stranger Things è la serie anni '80 più anni '80 che potevano fare, ma che allo stesso tempo è un fantascientifico di livello.

Ma non starò a riparlare della storia sin dall'inizio, ci sono troppi siti che ne trattano (primo tra tutti...) e io ne ho parlato in precedenza, ma piuttosto il commento a caldo della seconda serie.
Purtroppo l'ho vista a pezzi e non mi sono goduta la maratona che in molti saranno sicuramente riusciti a fare (Dio, come vi invidio!) e ora paleserò al mondo la mia sola opinione.

E' la classica seconda serie, quella che si può definire una serie cuscinetto.

Nella prima serie, infatti, si vede che c'è molta più definizione di tutti i personaggi. In questa serie invece si sono guardati attorno e hanno deciso come procedere in futuro. Avevano palesemente bisogno di mettere ulteriori personaggi che aiutavano a proseguire e ravvivare la storia e non farla morire in maniera indegna, nell'eventualità - soprattutto - che questa sarebbe proseguita per un certo numero di serie: anche solo tre. Visto che, se non ricordo male, hanno deciso di proseguire fino alla quinta, capirete che c'era bisogno di... carne fresca.

Personalmente ho trovato piacevolezze e qualche noia.

E qui cominciano un paio di spoiler. Se non volete leggerli, guardate subito l'ultimo paragrafo.

La Ryder non mi è mai piaciuta come attrice, e vabbeh.
David Harbour, non ho ancora capito dove l'ho già visto o se invece ha solo una faccia comune, ha una figura più marginale della prima serie, ma comunque piacevole.
I Quattro ragazzini dell'Ave Maria mi sono piaciuti come nella prima serie, e sono effettivamente cambiati come si dovrebbe cambiare in un anno di vita.
Undici è deliziosa come al solito. Personalmente non vedo l'ora di vederla recitare da qualche altra parte.
I tre del Triangolo No adolescenziale sono identici a prima nel carattere e nelle dinamiche. Diciamo che gli autori hanno voluto strizzare l'occhio alla coppia latente della prima serie, ma allo stesso tempo hanno fatto davvero qualcosa di delizioso con il "Re". Personalmente nella prima serie quasi c'ero rimasta male che non fosse morto, ma alla fine di questa seconda serie devo ammettere di essere una sua fan. Anzi: lo preferisco all'artista che, diciamocelo, per quello basto io (e non serve conoscermi per commentare "che cretina", tranquilli, me lo dico da sola). Concludo con loro dicendo che lei... è trascurabile, ma in linea con il personaggio e non ha cadute di trama.
I nuovi personaggi sono relativi in importanza e piacevolezza.
La sorella di Undici e i suoi amici sono del tutto trascurabili e subalterni alla spiegazione di come Undici torna a casa. Le serviva una evoluzione e una presa di posizione e sono serviti allo scopo. Concordo con tutti quelli che dicono che il settimo episodio sia il peggiore della serie, perchè davvero rasenta l'assurdo. Li fai vedere dieci secondi all'inizio della prima puntata e poi vomiti tutto in quella. Dovevano farli vedere di più, per le dinamiche di gruppo e l'ossessione della vendetta di Otto, o qualunque altra cosa... Ma magari miglioreranno.
Poi c'è Sean Astin, ex Goonnies. Dico solo che ci sono rimasta male, quando il personaggio è morto... Non tanto per l'attore in sè, perchè i miti ci rimangono stretti, ma proprio per il suo personaggio che ho trovato adorabile. Mi aspettavo morisse (doveva morire qualcuno e lui era perfetto), ma ci sono rimasta male comunque.
Anche le new entry effettive: Max e fratello, sono risultati piacevoli. Lei ha un personaggio in cui è facile rileggersi, e il fratello... lo ammetto: lo volevo veder soffrire. Con Max, per fortuna, si risolleva la presenza femminile che è davvero bella soltanto con Undici e che può essere un bell'archetipo.
Il dottore... diciamo che per ora gli do il beneficio del dubbio.

Per il resto, è una storia molto, molto, mooolto lenta, anche se bella. Fatica a carburare per poi fare tutto negli ultimi due episodi. Il che andrebbe bene, se non desse l'impressione di non finito. Avevano bisogno di un nuovo mostro cattivo e ora lo hanno delineato. Dobbiamo solo vedere come continua.
E incrociare le dita: personalmente non so se mi sarebbe piaciuta se fosse stata la prima, ma sapendo che le seconde hanno dei rallentementi... la consiglio a tutti quelli che amano la prima serie perchè a ben vedere non deluderà!

domenica 5 novembre 2017

7-Zip File Manage e i file troppo lunghi

Tempo fa avevo recuperato dei vecchissimi fumetti americani in formato digitale (e lingua originale... vabbeh). Ottima cosa, a essere onesta, se non fosse che non potevo spostarne alcuni per l'eccessiva lunghezza dei nomi. Vai tu a capire quella gentaglia che li mette online (grazie ragazzi!!!!!!!!)
Con il recupero di due HD da vecchi computer e dopo averli liberati e ripuliti (come presente nel post precedente, usando però il programma HDD LLF Low Level Format Tool) e, nonostante abbia trovato assolutamente comico (nel senso triste del termine) che abbia delle chiavette con più capienza di loro (soprattutto del primo), ho deciso di depositare quei file in uno di loro e liberare spazio che mi serve per lavoro.
Il problema, che non ricordavo, era proprio quello dell'estensione del nome del file. Il problema è che, può capitare per qualche arcana ragione che solo un nerd può sapere, che non si riescono a modificare i nomi
Ovviando a tutte le procedure e i percorsi che ho fatto, consiglio immediatamente 7-Zip File Manage.
Si scarica il programma, lo si installa, lo si attiva, si cerca il file incriminato dall'orrido crimine di non farsi cambiare il nome e... cambiarlo. Alla stessa maniera in cui faresti di solito.
Da lì, si può dare a Cesare ciò che è di Cesare, ovvero fargli fare la dannata dine che deve fare: cancellarlo, spostarlo... 
.
.
.
Non credo ci siano altre cose da fargli fare.


Qui sotto un paio di fonti.

domenica 22 ottobre 2017

IT, ovvero: chissà perchè a tutti fa paura sempre e solo il pagliaccio di McDonald


lamiasolaopinione.iobloggo.com


In occasione dell'uscita di IT, in molti hanno organizzato un evento per poterlo vedere con i fan. Un esempio è Paola Barbato, autrice italiana che so aver fatto l'evento a Milano "IT per Talebani". Per lei tanto di capello l'idea di organizzare qualcosa a Milano invece di preferire l'attuale città di residenza.
E proprio dal suo "IT per Talebani" che voglio partire.
Il suo intento è palese: era per coinvolgere i fan di IT. Quel genere di fan che in Giappone verrebbero (credo ancora) chiamati Otaku.

E, ragazzi, io non lo sono. Quindi il mio commento non sarà come uno qualunque di loro.
Per lo meno non lo sono di IT.
lamiasolaopinione.iobloggo.com

Non ho mai letto il libro ed è troppo grosso per cimentami, fors'anche perchè in questo periodo ho cominciato tutto anche la serie completa di Guida Galattica per Autostoppisti (una figata, ma ne parlerò).
Ho visto il film degli anni '90 in un età forse troppo precoce ma, ad essere onesti, possiamo dire che non mi ha mai impressionato. Ma io da piccola rientravo nella categoria "bambine coraggiose e non impressionabili", forse... o semplicemente, conoscendo il clown del McDonald, quello di IT non era niente.
Fatto sta che non ero particolarmente interessata a vedere IT, fors'anche perchè ero così delusa da L'Uomo di Neve, da non voler andare al cinema per un po'. Poi però un mio amico mi ha invitato e mi sono fatta convincere. 
Fors'anche perchè lui paga il cinema, io da bere e passiamo una bella serata demolendo o facendo i complimenti al film in questione.

Ma passiamo al commento. 
Consiglierei mai questo filma a qualcuno?
Sì e No.

No se sei un fanatico di IT, visto che ci sono delle modifiche che, non so quanto siano colossali, ma sicuramente sono palesi e che un purista (e quindi fanatico) non gradirebbe e, per quel che ho visto e sentito a fine proiezione, non ha gradito.
Se non siete un fanatico o, meglio ancora, non avete MAI visto i film precedenti o letto il film, allora sì.
Sì perchè è un horror notevole.
Puoi rimanere sconvolto come si deve dalla morte di Giorgie (e nella sala tutti volevano urlare "Non uscire, Gigino!!"). Certo, anche uno che non conosce IT, capisce che non farà una bella fine quel bambino, visto che compare sin dall'inizio, ma non ci stai così male.
Poi ci sono la freschezza dei protagonisti. Quei ragazzini permettono scene che se fossero adulti sarebbero orripilanti e faziose, mentre con loro sono decisamente divertenti. Non voglio farvi degli esempi, vi dirò soltanto che la sala ha riso.
Le scene divertenti e quelle che ti fanno salire l'adrenalina sono ben congegnate, facendo diventare un bel mix il film che risulta piacevole nonostante la durata.
Personalmente ho trovato alcune cose trascurabili (ma ho sentito che il resto della platea ha apprezzato - per paura, sorpresa o simpatia) ma comunque non era male.
Le critiche, ovviamente, ci sono.
  • Bill Skarsgård si rifà troppo ai Clown che lo hanno receduto: sicuramente a Mr Nicholson
    (al quale comunque si rifanno tutti per fare un cattivo decente su quel genere), un po' anche a Tim Curry e a Heath Ledger (che si rifò a Nicholson, ma è - pardon era - una versione più figa e giovane ed è uno dei pochi che ha reinterpretato adeguatamente il Joker - un giorno ne parlerò, forse, perchè la cagata della maledizione del Joker ha rotto da un pezzo: tutta la grandezza del joker contemporaneo viaggia di rendita dal film del 1989, rinvigorito un po' poi di vent'anni dopo).
  • Si vede forse troppo che l'estetica degli anni '80 è plasmata in modo che sia più apprezzabile per chiunque abbia un minimo di buon gusto, o comunque un estetica anche solo di 10 anni più giovane (figuriamoci più di 30).
  • L'attore che fa Billy doveva recitare meglio. Ho discusso con il mio amico e lui lo ha difeso dando ipoteticamente la colpa al doppiatore o alla regia. Per me doveva recitare meglio.
  • La citazione di Superman, a omaggio per la prima Annette O'Toole, prima Beverly adulta, nonché Lana Leng di Superman III... carina ma un po' leziosa. Ora, non so se esiste nel libro, ma sicuramente evitabile (anche se hanno scelto bene l'attore del farmacista maniaco).
  • La scena di Beverly nel bagno, col padre e It... una caduta rispetto al resto del film.
Un altro ragionamento sta nella questione Clown spaventoso.
Quell'It non è spaventoso.
Tutti quelli con cui parlo concordano con me: nessun clown è spaventoso, al di fuori di quello del McDonald. Bill Skarsgård doveva ispirarsi a lui. 
Decisamente.

Da quando sono piccola è l'unico pagliaccio spaventoso e infatti il mio amico, quando gliel'ho detto ha concordato dicendo che "insomma, quelli del McDonald dovrebbero decidersi a sostituirlo".

Io so solo che, visto che la proiezione era durante l'orario di cena... all'apice della fame ho cominciato a fare ragionamenti del tipo: "Ho voglia di un hambuger... ma la carne la voglio ben cotta. Sì, decisamente ho voglia di carne, ma ben cotta: nulla al sangue che a me non piace".

Concludendo: il film lo consiglio con remore, ma lo consiglio. 

Vi ricordo, però... che ovviamente ci sarà una seconda parte. Quella dei bimbi-minkia adulti.

domenica 15 ottobre 2017

Orrore al cinema: L'uomo di neve

Non fatevi ingannare dal titolo del post. Non parlo della paura che mi ha fatto L'Uomo Di Neve di Tomas Alfredson, ma piuttosto del ribrezzo che mi ha suscitato.
Venerdì sera infatti, sono andata ala cinema con un paio di amici, incuriositi dal film: se è tratto da un best seller di Jo Nesbø, magari qualcosa di decente ce l'ha. La trama è la classica di un giallo: serial killer da stanare, un solo uomo che può risolvere l'enigma. 
Personalmente sono andata a vederlo solo perché, pur sapendo che non mi avrebbe entusiasmato, pensavo almeno che sarebbe stato un film piacevole. 
Mi immaginavo qualcosa di simile a un film della serie televisiva Stone (che non fa schifo, ma non è altro che una serie di film tv tratti da una serie di romanzi e che di certo non avrebbero mai potuto reggere una storia "da cinema"), non pensavo fosse peggio.
La storia è raffazzonata, banale e scialba.
Speravo che l'inizio fosse collegato alla vita personale del protagonista, per renderlo tormentato per un motivo, ma nella storia sembra solo un imbecille che beve troppo e basta.
Sicuramente da quelle parti, su nel vero nord, ci sono donne che fanno giocare i propri figli in parte alla casetta dove ci sta un barbone ubriaco morto assiderato... a casa mia chiami la polizia...
A metà della storia volevo uscire, il mio tempo vale molto di più del biglietto e quelle due ore nessuno me le ridarà, andare a mangiare un panino e aspettare che i miei amici uscissero. Non l'ho fatto solo per l'unico elemento davvero bello che c'è: il paesaggio. Però tanto vale guardare un documentario sulla Norvegia, non pagare decisamente troppo per un film che definirei come:
- banale
- mediocre
- raffazzonato
- con talmente tanti stereotipi da far accapponare la pelle
- irritante
- con più scene senza senso che con una vera logica (il poliziotto che piange la morte della collega scomparsa in primis)
e soprattutto...
NOIOSO.
I personaggi sono stereotipati nel peggior stile di poliziesco di terz'ordine.
Le battute sono scialbe e banali.

L'unica scena che ho pensato fosse carina, magnifico paesaggio a parte, se non mi fossi illusa fino a quasi all'ultimo, avrebbe dovuto far capire subito chi era l'assassino.

Sul serio, i personaggi sono senza spessore, ripetono cose già viste e pure nel peggiore dei modi possibili. 
Immagino che il libro sia migliore e che abbiano appiattito tutto per poterlo mettere sul grande schermo (ma è terribile fare un film del genere se non come film tv... anzi, è mediocre anche per quello).

Personalmente, forse, credo di essermi fatta fregare dall'idea della neve...

RISPARMIATE QUEI SOLDI: NON ANDATE A VEDERLO. ASSOLUTAMENTE!!

martedì 5 settembre 2017

Letture autunnali all'insegna del Giappone

Non fatevi prendere in inganno dal titolo. Non parlerò di più di una lettura, perchè l'altra (Il Fucile Da Caccia) è un altro paio di maniche.
In questo post voglio parlare di un solo libro: Il ristorante dell'amore Ritrovato di Ito Ogawa.

Il libro è un interessante e breve racconto di una giovane donna che, tornata a casa, scopre che il suo grande amore se n'è andato, portando via tutto. Non solo le cose che appartenevano a lui, ma anche quelle che erano di proprietà della protagonista.
Ringo allora decide subito di tornare al paese natio dove la madre le concede di rimanere e le concede il prestito per aprire un ristorante. 
Dopo pochi mesi, grazie allo sforzo congiunto di Ringo e Kuma-san (un uomo più grande che lei conosce sin da piccola e al quale è da sempre molto affezionata, essendo il bidello della sua scuola elementare), finalmente il Lumachino apre i battenti. Sin da subito ha un discreto successo, grazie anche alla voce diffusasi in paese e nei dintorni che la cucina di Ringo faccia veri e propri miracoli.
La storia è in puro stile giapponese.
Per chi non lo sapesse, dovrebbe capire che i giapponesi quando scrivono anche i sentimenti più forti (dolore, rabbia, amore...) riescono sempre a mantenere un certo distacco tale che da un lato non trovi particolarmente asfisiante e dall'altro riesci a esserne comunque pienamente colpito.
In questo caso, forse con un paio di ingenuità, il racconto è perfettamente in linea, quindi nonostante le scene tristi (e ce ne sono o se no non sarebbe giapponese) o quelle serene, tutto rimane in perfetto equilibrio formale. I giapponesi non eccedono ed è la loro grande forza: un equilibrio meraviglioso.
Personalmente pensavo di leggerlo questa estate, ma alla fine non ne ho avuto il tempo e mi sono ritrovata a finirlo (che poi è una parola grossa: a inizio agosto avevo letto meno di dieci pagine) in questi giorni.
Ci sono delle cose che non ho apprezzato, come l'elenco interminabile sulla preparazione di questo e quell'alimento e cose simili che mi hanno fatto capire che, indubbiamente, il fanatismo sulla cucina non è solo un mostro-moda che abbiamo qui in Italia, ma ormai è un incubo che dilaga in tutto il mondo. 
A me piace mangiare, ma non è la mia ragione di vita.
A me piace cucinare, ma non penso di esprimere la mia creatività lì ed essendo una schizzinosa, sono solo attenta a mangiare qualcosa che piace a me e non pretendo neanche di fare la sofisticata con gusti impossibili.
Il tema dell'amore ritrovato, o comunque di sentimenti intensi provati dalle persone e che spingono le loro azioni (o spesso di presentarsi alla porta della donna) sono un tema che rimane presente nell'intera storia.
Posso sinceramente dire  che è un libro piacevole da leggere durante i primi freddi, forse lo sarebbe anche quando il tempo comincia a riscaldarsi, ma posso dire che no, non è un libro da leggere nè in inverno nè in estate. Troppo estreme mal si concilierebbero con lo stile letterario del libro, per quanto l'intensità del racconto sia indiscutibile.
Se non siete appassionati di cucina e non potete fare a meno di leggere tutto quello che la riguarda, of course.
Il libro non da una vera conclusione, ma da un inizio. Perchè questo è il racconto del concludersi di una parte della vita della protagonista e di come trova un nuovo inizio.