domenica 5 novembre 2017

7-Zip File Manage e i file troppo lunghi

Tempo fa avevo recuperato dei vecchissimi fumetti americani in formato digitale (e lingua originale... vabbeh). Ottima cosa, a essere onesta, se non fosse che non potevo spostarne alcuni per l'eccessiva lunghezza dei nomi. Vai tu a capire quella gentaglia che li mette online (grazie ragazzi!!!!!!!!)
Con il recupero di due HD da vecchi computer e dopo averli liberati e ripuliti (come presente nel post precedente, usando però il programma HDD LLF Low Level Format Tool) e, nonostante abbia trovato assolutamente comico (nel senso triste del termine) che abbia delle chiavette con più capienza di loro (soprattutto del primo), ho deciso di depositare quei file in uno di loro e liberare spazio che mi serve per lavoro.
Il problema, che non ricordavo, era proprio quello dell'estensione del nome del file. Il problema è che, può capitare per qualche arcana ragione che solo un nerd può sapere, che non si riescono a modificare i nomi
Ovviando a tutte le procedure e i percorsi che ho fatto, consiglio immediatamente 7-Zip File Manage.
Si scarica il programma, lo si installa, lo si attiva, si cerca il file incriminato dall'orrido crimine di non farsi cambiare il nome e... cambiarlo. Alla stessa maniera in cui faresti di solito.
Da lì, si può dare a Cesare ciò che è di Cesare, ovvero fargli fare la dannata dine che deve fare: cancellarlo, spostarlo... 
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Non credo ci siano altre cose da fargli fare.


Qui sotto un paio di fonti.

domenica 22 ottobre 2017

IT, ovvero: chissà perchè a tutti fa paura sempre e solo il pagliaccio di McDonald


lamiasolaopinione.iobloggo.com


In occasione dell'uscita di IT, in molti hanno organizzato un evento per poterlo vedere con i fan. Un esempio è Paola Barbato, autrice italiana che so aver fatto l'evento a Milano "IT per Talebani". Per lei tanto di capello l'idea di organizzare qualcosa a Milano invece di preferire l'attuale città di residenza.
E proprio dal suo "IT per Talebani" che voglio partire.
Il suo intento è palese: era per coinvolgere i fan di IT. Quel genere di fan che in Giappone verrebbero (credo ancora) chiamati Otaku.

E, ragazzi, io non lo sono. Quindi il mio commento non sarà come uno qualunque di loro.
Per lo meno non lo sono di IT.
lamiasolaopinione.iobloggo.com

Non ho mai letto il libro ed è troppo grosso per cimentami, fors'anche perchè in questo periodo ho cominciato tutto anche la serie completa di Guida Galattica per Autostoppisti (una figata, ma ne parlerò).
Ho visto il film degli anni '90 in un età forse troppo precoce ma, ad essere onesti, possiamo dire che non mi ha mai impressionato. Ma io da piccola rientravo nella categoria "bambine coraggiose e non impressionabili", forse... o semplicemente, conoscendo il clown del McDonald, quello di IT non era niente.
Fatto sta che non ero particolarmente interessata a vedere IT, fors'anche perchè ero così delusa da L'Uomo di Neve, da non voler andare al cinema per un po'. Poi però un mio amico mi ha invitato e mi sono fatta convincere. 
Fors'anche perchè lui paga il cinema, io da bere e passiamo una bella serata demolendo o facendo i complimenti al film in questione.

Ma passiamo al commento. 
Consiglierei mai questo filma a qualcuno?
Sì e No.

No se sei un fanatico di IT, visto che ci sono delle modifiche che, non so quanto siano colossali, ma sicuramente sono palesi e che un purista (e quindi fanatico) non gradirebbe e, per quel che ho visto e sentito a fine proiezione, non ha gradito.
Se non siete un fanatico o, meglio ancora, non avete MAI visto i film precedenti o letto il film, allora sì.
Sì perchè è un horror notevole.
Puoi rimanere sconvolto come si deve dalla morte di Giorgie (e nella sala tutti volevano urlare "Non uscire, Gigino!!"). Certo, anche uno che non conosce IT, capisce che non farà una bella fine quel bambino, visto che compare sin dall'inizio, ma non ci stai così male.
Poi ci sono la freschezza dei protagonisti. Quei ragazzini permettono scene che se fossero adulti sarebbero orripilanti e faziose, mentre con loro sono decisamente divertenti. Non voglio farvi degli esempi, vi dirò soltanto che la sala ha riso.
Le scene divertenti e quelle che ti fanno salire l'adrenalina sono ben congegnate, facendo diventare un bel mix il film che risulta piacevole nonostante la durata.
Personalmente ho trovato alcune cose trascurabili (ma ho sentito che il resto della platea ha apprezzato - per paura, sorpresa o simpatia) ma comunque non era male.
Le critiche, ovviamente, ci sono.
  • Bill Skarsgård si rifà troppo ai Clown che lo hanno receduto: sicuramente a Mr Nicholson
    (al quale comunque si rifanno tutti per fare un cattivo decente su quel genere), un po' anche a Tim Curry e a Heath Ledger (che si rifò a Nicholson, ma è - pardon era - una versione più figa e giovane ed è uno dei pochi che ha reinterpretato adeguatamente il Joker - un giorno ne parlerò, forse, perchè la cagata della maledizione del Joker ha rotto da un pezzo: tutta la grandezza del joker contemporaneo viaggia di rendita dal film del 1989, rinvigorito un po' poi di vent'anni dopo).
  • Si vede forse troppo che l'estetica degli anni '80 è plasmata in modo che sia più apprezzabile per chiunque abbia un minimo di buon gusto, o comunque un estetica anche solo di 10 anni più giovane (figuriamoci più di 30).
  • L'attore che fa Billy doveva recitare meglio. Ho discusso con il mio amico e lui lo ha difeso dando ipoteticamente la colpa al doppiatore o alla regia. Per me doveva recitare meglio.
  • La citazione di Superman, a omaggio per la prima Annette O'Toole, prima Beverly adulta, nonché Lana Leng di Superman III... carina ma un po' leziosa. Ora, non so se esiste nel libro, ma sicuramente evitabile (anche se hanno scelto bene l'attore del farmacista maniaco).
  • La scena di Beverly nel bagno, col padre e It... una caduta rispetto al resto del film.
Un altro ragionamento sta nella questione Clown spaventoso.
Quell'It non è spaventoso.
Tutti quelli con cui parlo concordano con me: nessun clown è spaventoso, al di fuori di quello del McDonald. Bill Skarsgård doveva ispirarsi a lui. 
Decisamente.

Da quando sono piccola è l'unico pagliaccio spaventoso e infatti il mio amico, quando gliel'ho detto ha concordato dicendo che "insomma, quelli del McDonald dovrebbero decidersi a sostituirlo".

Io so solo che, visto che la proiezione era durante l'orario di cena... all'apice della fame ho cominciato a fare ragionamenti del tipo: "Ho voglia di un hambuger... ma la carne la voglio ben cotta. Sì, decisamente ho voglia di carne, ma ben cotta: nulla al sangue che a me non piace".

Concludendo: il film lo consiglio con remore, ma lo consiglio. 

Vi ricordo, però... che ovviamente ci sarà una seconda parte. Quella dei bimbi-minkia adulti.

domenica 15 ottobre 2017

Orrore al cinema: L'uomo di neve

Non fatevi ingannare dal titolo del post. Non parlo della paura che mi ha fatto L'Uomo Di Neve di Tomas Alfredson, ma piuttosto del ribrezzo che mi ha suscitato.
Venerdì sera infatti, sono andata ala cinema con un paio di amici, incuriositi dal film: se è tratto da un best seller di Jo Nesbø, magari qualcosa di decente ce l'ha. La trama è la classica di un giallo: serial killer da stanare, un solo uomo che può risolvere l'enigma. 
Personalmente sono andata a vederlo solo perché, pur sapendo che non mi avrebbe entusiasmato, pensavo almeno che sarebbe stato un film piacevole. 
Mi immaginavo qualcosa di simile a un film della serie televisiva Stone (che non fa schifo, ma non è altro che una serie di film tv tratti da una serie di romanzi e che di certo non avrebbero mai potuto reggere una storia "da cinema"), non pensavo fosse peggio.
La storia è raffazzonata, banale e scialba.
Speravo che l'inizio fosse collegato alla vita personale del protagonista, per renderlo tormentato per un motivo, ma nella storia sembra solo un imbecille che beve troppo e basta.
Sicuramente da quelle parti, su nel vero nord, ci sono donne che fanno giocare i propri figli in parte alla casetta dove ci sta un barbone ubriaco morto assiderato... a casa mia chiami la polizia...
A metà della storia volevo uscire, il mio tempo vale molto di più del biglietto e quelle due ore nessuno me le ridarà, andare a mangiare un panino e aspettare che i miei amici uscissero. Non l'ho fatto solo per l'unico elemento davvero bello che c'è: il paesaggio. Però tanto vale guardare un documentario sulla Norvegia, non pagare decisamente troppo per un film che definirei come:
- banale
- mediocre
- raffazzonato
- con talmente tanti stereotipi da far accapponare la pelle
- irritante
- con più scene senza senso che con una vera logica (il poliziotto che piange la morte della collega scomparsa in primis)
e soprattutto...
NOIOSO.
I personaggi sono stereotipati nel peggior stile di poliziesco di terz'ordine.
Le battute sono scialbe e banali.

L'unica scena che ho pensato fosse carina, magnifico paesaggio a parte, se non mi fossi illusa fino a quasi all'ultimo, avrebbe dovuto far capire subito chi era l'assassino.

Sul serio, i personaggi sono senza spessore, ripetono cose già viste e pure nel peggiore dei modi possibili. 
Immagino che il libro sia migliore e che abbiano appiattito tutto per poterlo mettere sul grande schermo (ma è terribile fare un film del genere se non come film tv... anzi, è mediocre anche per quello).

Personalmente, forse, credo di essermi fatta fregare dall'idea della neve...

RISPARMIATE QUEI SOLDI: NON ANDATE A VEDERLO. ASSOLUTAMENTE!!

martedì 5 settembre 2017

Letture autunnali all'insegna del Giappone

Non fatevi prendere in inganno dal titolo. Non parlerò di più di una lettura, perchè l'altra (Il Fucile Da Caccia) è un altro paio di maniche.
In questo post voglio parlare di un solo libro: Il ristorante dell'amore Ritrovato di Ito Ogawa.

Il libro è un interessante e breve racconto di una giovane donna che, tornata a casa, scopre che il suo grande amore se n'è andato, portando via tutto. Non solo le cose che appartenevano a lui, ma anche quelle che erano di proprietà della protagonista.
Ringo allora decide subito di tornare al paese natio dove la madre le concede di rimanere e le concede il prestito per aprire un ristorante. 
Dopo pochi mesi, grazie allo sforzo congiunto di Ringo e Kuma-san (un uomo più grande che lei conosce sin da piccola e al quale è da sempre molto affezionata, essendo il bidello della sua scuola elementare), finalmente il Lumachino apre i battenti. Sin da subito ha un discreto successo, grazie anche alla voce diffusasi in paese e nei dintorni che la cucina di Ringo faccia veri e propri miracoli.
La storia è in puro stile giapponese.
Per chi non lo sapesse, dovrebbe capire che i giapponesi quando scrivono anche i sentimenti più forti (dolore, rabbia, amore...) riescono sempre a mantenere un certo distacco tale che da un lato non trovi particolarmente asfisiante e dall'altro riesci a esserne comunque pienamente colpito.
In questo caso, forse con un paio di ingenuità, il racconto è perfettamente in linea, quindi nonostante le scene tristi (e ce ne sono o se no non sarebbe giapponese) o quelle serene, tutto rimane in perfetto equilibrio formale. I giapponesi non eccedono ed è la loro grande forza: un equilibrio meraviglioso.
Personalmente pensavo di leggerlo questa estate, ma alla fine non ne ho avuto il tempo e mi sono ritrovata a finirlo (che poi è una parola grossa: a inizio agosto avevo letto meno di dieci pagine) in questi giorni.
Ci sono delle cose che non ho apprezzato, come l'elenco interminabile sulla preparazione di questo e quell'alimento e cose simili che mi hanno fatto capire che, indubbiamente, il fanatismo sulla cucina non è solo un mostro-moda che abbiamo qui in Italia, ma ormai è un incubo che dilaga in tutto il mondo. 
A me piace mangiare, ma non è la mia ragione di vita.
A me piace cucinare, ma non penso di esprimere la mia creatività lì ed essendo una schizzinosa, sono solo attenta a mangiare qualcosa che piace a me e non pretendo neanche di fare la sofisticata con gusti impossibili.
Il tema dell'amore ritrovato, o comunque di sentimenti intensi provati dalle persone e che spingono le loro azioni (o spesso di presentarsi alla porta della donna) sono un tema che rimane presente nell'intera storia.
Posso sinceramente dire  che è un libro piacevole da leggere durante i primi freddi, forse lo sarebbe anche quando il tempo comincia a riscaldarsi, ma posso dire che no, non è un libro da leggere nè in inverno nè in estate. Troppo estreme mal si concilierebbero con lo stile letterario del libro, per quanto l'intensità del racconto sia indiscutibile.
Se non siete appassionati di cucina e non potete fare a meno di leggere tutto quello che la riguarda, of course.
Il libro non da una vera conclusione, ma da un inizio. Perchè questo è il racconto del concludersi di una parte della vita della protagonista e di come trova un nuovo inizio.



lunedì 28 agosto 2017

Disutopie in stile DC: ho voglia di parlare di Nightwing, the new order

Tutti quelli che hanno a che fare con la DC sanno che hanno, insieme al filone principale, le Elseworlds, ovvero dei monti alternativi di cui parlare.
Ce ne sono alcuni di notevole pregio e altri di opinabilissima fattura.
Di recente il principali filoni sono stati Batman Beyond che però ha subito lui stesso una riorganizzazione per un non ben preciso motivo visto che lo hanno davvero messo loro stessi in un altro mondo (ma si sa: la DC non ce la fa ad essere coerente e sono per la maggior parte dei fanwriter di opinabile spessore), e il già più strutturato ma sicuramente migliorabile Injustice: Gods Among Us.
Non comprendo bene le vicende editoriali di Injustice, visto che a volte c'è ogni settimana e poi sparisce per mesi, ma il clone di Bruce lo vedi con scadenza mensile nelle edicole americane.
Ora è apparso un altro Elseworlds, uno dove tutti i supereroi con superpoteri sono stati distrutti da Nightwing che vent'anni dopo ha creato un mondo dove i metaumani (io comunque preferirò per sempre il termine Marvel Mutanti... è più figo) non ci sono più e le strade sono piene dei "poli-Bat" che si sono visti anche in altre pagine DC. E l'ultima puntata del primo capitolo finisce con lui che scopre che 
La storia sembra poter essere il figlio ha gli occhi che si illuminano di rosso forse incandescenti che riportano alla misteriosa madre di cui non si sa nulla. Pure padre single... lui è un altro dei personaggi che proprio non sa come funzionano i contraccettivi.
Anche lui è tipo il comandante supremo di non so cosa, ma ovviamente non essendo il kriptoniano più mascellato dell'universo, lo deve fare in maniera diversa.
Ammetto che ho dato solo un'occhiata e ho notato subito che non c'è Batman, sicuramente morto, non c'è Robin (e con Robin intendo Demien), non c'è Red Robin, non c'è Red Hood e (questo lo si nota subito soprattutto con lui) non c'è Batgirl! Ok, c'è un vecchissimo Alfred, ma lui è il supporto morale, non un combattente e infatti, comunque, per fortuna lo lasciano fedele a se stesso splendendo per lo splendido essere umano che dipingono ogni volta.
Praticamente hanno pensato di fare Injastice con per cattivo Bataman, ma visto che Batman non può perchè non farebbe poi così tanto scalpore hanno preso il puro del gruppo, il primo Ragazzo Meraviglia che ha il peso del mondo sulle sue spalle (quindi come Superman).
Il primo numero crea un'alzata di sopracciglio ma in linea di massima non è da buttare via, anche se sei numeri sono parecchio pochini.
La cosa che più ma inquietato era quando ne sentii parlare la prima volta, leggendo un articolo sul cellulare avendo come segnalazione "Gotham" e a quanto dicevano gli amanti delle acclamazioni si era alzato un polverone di fanatici isterici che non volevano credere possibile a un'oscenità del genere: Dick che distrugge i suoi compagni. Intanto, imbecilli che favoleggiano il grande ammmmmore tra Selina e Bruce, vi ricordo che Dick si è portato a letto pure lei e diciamo che ci dovrebbero essere giusto un paio di remore morali... ma no. Almeno lei in quel periodo ricordava come si prende la pillola.
A parte che ci sarebbe da chiedersi come è riuscito. Il supereroe con il culo più bello di tutti i mondi del fumetto avrà sì doti fantastiche, ma... li ha battuti tutti da solo. Bah.
Il vero scandalo sarebbe sicuramente se il maggiordomo più famoso del mondo (l'unico in italia che lo batte è Ambrogio) fosse quello che distrugge la Lega dei tizi in tuta e stivali fetish...
Per il resto: sembra la solita ipocrisia dove il mondo deve essere ingiusto con gli latri ma non con me.





Questa è la copertina del primo numero
di stampo visibilmente fasci-nazista.
Si parla infatti di un mondo palesemente dispotico
e si sa: c'è chi non riesce a fare nè altri rimandi
nè inventarsi altro, ma c'è da dire che funziona sempre




domenica 13 agosto 2017

La Torre Nera e il grande dilemma del se andare al cinema

C’è sempre un dilemma quando fanno i film dai libri. Almeno per me, ovvio. Il dilemma è semplice: lo vedo o non lo vedo?
Sai già per ovvie cose che il film non sarà mai il libro e non sarà mai così bello, ma magari non ti farà schifo…
Di solito con me non funziona.
Poi c’è la possibilità di vedere il film e pensare di leggere il libro: se il riassunto è così bello… chissà come è l’originale!
Questo è quello che, personalmente, sono stati i miei pensieri su La Torre Nera, tratto dalla saga di Stephen King
La mia fortuna è che, in questo caso, non ho letto la storia. La conoscevo: dopo aver letto La Casa del Buio (di Stephen King e Peter Straub) mi interessai alla questione e lessi online qualche informazione. Mi ripromisi di leggerli, ma non lo feci mai.
King, poi, per molti è una rassicurazione. Se questo autore americano ha anche solo un minimo rapporto con una produzione cinematografica, un libro o qualunque cosa vogliate, vuol dire che è un successo e vanno a vederlo perché i soldi non sono sprecati. 
Ecco. Io non sono di questo avviso. Anzi. Di Stephen King ho letto un libro e una serie di racconti che confermano che sì, scrive bene, ma è meglio che si dedichi ai romanzi.
Con una certa nota di scetticismo e una certa nota di curiosità sono andata a vederlo. 
Con La Torre Nera avevo un altro pregiudizio: Tomorrowland.
lamiasolaopinione.blogspot.com
Tomorrowland è uno dei film più noiosi che abbia visto al cinema negli ultimi anni. Film troppo lungo e con troppi tempi morti, alla fine se metti insieme le parti dove succede qualcosa, invece di starci due ore, lo guardi in mezzora.
Dopo aver visto La Torre Nera posso rassicurare a chi non ha letto i libri di andarlo a vedere e di godervelo. Il film è palesemente un riassunto se non del primo libro, sicuramente di un paio. Ci sono delle indubbie leggerezze nella trama, ma la storia per fortuna è scorrevole, carina e senza non rischi di annoiarti. 
È di novantacinque (95) minuti ed è senza lode ne infamia. I personaggi principali sono pregevoli (come del resto devono esserlo se sono presi da un soggetto di Stephen King), anche se personalmente avrei tralasciato le scene alla Matrix che però so che al grande pubblico piacciono tanto e la questione dell’Uomo in Nero che ormai rivede così tanto il concetto dell’uomo cattivo senza una vera ragione che in verità rasenta il banale. Insomma, persino l’ultimo Joker cinematografico (che poi risulta banale e mal strutturato) se lo piazzi lì risulta essere identico. Perché nessuno fa più bene i cattivi? La banalità del male è nel male che c’è nell’uomo comune, non nel cattivo di un film...
Per il resto, sì: merita la scappata al cinema. Soprattutto vista la moria di sceneggiature decenti.

mercoledì 12 luglio 2017

Il grande mistero della connessione internet non funzionante

Checchè certa gente pensi, non serve essere un genio per poter far funzionare un pc e risolvere i problemi.
Il problema è quando si incorre nelle soluzioni più Nerd. Per quanto siano le più gettonate.
Questa è una di questo genere di storie: perchè non serve una laurea in Ingegneria Informatica, basta solo leggere e interpretare le indicazioni date.

Negli ultimi giorni infatti sono letteralmente impazzita per colpa della connessione internet.
In verità, di connessione internet non si parlava, ma di poter navigare nella pattumiera rete. E io amo il trash della rete e non posso farne a meno. Soprattutto, però, mi serve per lavorare...

Lasciamo perdere la parte più bassa della catena degli utilizzatori di pc, laptop e simili (quelli che a mala pena ricordano come si accende e spegne, per intenderci) e andiamo direttamente a come una persona normale risolve la cosa e come (magari, ma mi viene da dire con molte probabilità) la risoluzione è schifosamente semplice.

Il problema era semplice.
Avevo la mia ADSL perfettamente funzionante, ma non mi si caricavano le pagine. Ero riuscita ad accedere alla posta, ma non scaricare. Se chiedevo di accedere anche soltanto a Bloggher, il risultato era catastrofico.
La connessione NON funzionava manco a prendere un martello e minacciare il computer.

La prima cosa da fare, a logica, era controllare la connessione. Personalmente, l'ho controllata quattro volte, ma andava benissimo: vedevo anche che il mio cellulare ne usufruiva le prestazioni senza problemi.
Cosa ho fatto allora?
Avviato la diagnostica del sistema. Qualcosa sembrava non volerlo risolvere e qualcos'altro ha risolto.
E' finito che la cosa che aveva risolto era inutile.
Mi chiedevano di controllare proxy e firewall... Ci ho provato, nulla. A parte che ti dicevano di fare un procedimento assurdo e magari del tutto sbagliato per il tipo di Windows che uno sta utilizzando (che poi si risolve spegnendo per 10 minuti l'antivirus e vedere se si caricano le pagine), il risultato non è cambiato. Personalmente ho anche fatto andare la "scansione intelligente" che sembra aver rilevato qualcosa, risolto qualcos'altro, ma alla fine non è andata lo stesso..

L'unico modo che conosco io in alternativa è questo: cerca su google.
Purtroppo per me è un ginepraio assurdo. c'è chi parla di protocolli e indirizzi IP da cambiare. Alcuni ti dicono di usare quello di Google perchè è più veloce e...
Roba da Nerd.
Io lo sono rispetto al 90% della popolazione normale, ma sono di quel 1% di Nerd che anche se è definito così, non lo è davvero. Perchè come tutti gli altri: a me basta che navighi e visto che per me il mio IP va benissimo, cazzo me ne frega dell'IP di Google? Non soffro di crisi da prestazione. Sono una che vuole solo che io possa entrare dei miei 4 siti confort! O entrare su skype per sentire qualche amico che altrimenti non sento. E se voglio passare il tempo... magari faccio altro. Ho poche pretese, col pc.
Tornando a loro: purtroppo non davano davvero delle soluzioni, come se dirlo bastasse per far capire cosa fare.
Un paio soli hanno vagamente aiutato dicendo i procedimenti da fare con la maschera di comando e solo uno ha avuto l'accortezza di dare delle indicazioni quando serviva entrare nelle Connessioni Rete per cambiare l'indirizzo sever dsn automaticamente.Intendiamoci: quello della maschera di comando l' ho evitata chiudendo tutto prima che cambiassi davvero qualcosa (mi sembrava tutto troppo astruso, visto pure che non sapevo come cambiare gli indirizzi IP e non volevo rischiare) e l'altro... non ho trovato il modo per cambiare la Connessione di Rete.

Come è finita? Semplice. Pura botta di fortuna.
Quando non si connetteva (e io piangevo sangue dalle dita) mi è ricomparsa la pagina di google perchè l'indirizzo faticava a rispondere. Sì, quella che diceva di controllare proxy e firewall...
Avevo già un'altra volta aperto quella finestra, per vedere se c'era qualcosa che mi era sfuggito. Sicuramente è stato così, ma lo dico con il senno di poi. So che ho pensato: ma come può essere con Chrome, se ho problemi anche con Explorer (usato per vedere appunto se era un problema di solo Chrome)
Ero già entrata secondo quello che avevo letto nelle impostazioni di Chrome e poi in quelle avanzate, ma senza risultato.
Questa volta invece...
Come suggeriva sono andata nella sezione Rete: "Google Chrome sta utilizzando le impostazioni proxy di sistema del computer per connettersi alla rete." dove dovevo modificare le impostazioni del Proxy.
Perchè sì: a quanto pare era quello il problema.
Solo che mentre Chrome mi diceva di disattivare il server proxy per le impostazioni LAN (Dopo aver aperto la finestra dedicata delle Impostazioni LAN), io invece l'ho attivata.

Risultato?
Sto riscrivendo!
Mi spiace ragazzi, vi tocca.

Tutto questo per dire: non serve essere dei geni, sapere cosa sono server dsn o entrare dennla maschera dei comandi.
A volte basta solo capire cosa ti stanno dicendo, senza davvero comprenderne il significato.

Perchè la maggior parte delle volte, non serve chiamare un perito informatico o aspettarsi un hackeraggio della NASA, anche se non si sa come è potuto succedere.