martedì 21 marzo 2017

Westword - dove tutto è concesso

rosascioccato.blogspot.com


In verità non sono un'amane delle storie dei pistoleri.
In verità se proprio voglio cappa e spada. Peccato che in questo periodo fanno orribili cappa e spada e poi questa meravigliosa e dolcissima meraviglia di stile.
Tempo non permettendo, mi sono rimessa a guardare Westword, nuovo telefilm USA che ricalca un vecchio film, sempre di quel continente.
In verità ricordo vagamente il film in questione è innovativo per i suoi tempi, ma questa serie è meglio.
La profondità della ricerca dell' identità presente nel telefilm è lento e continuo. Tra l'altro non in maniera particolarmente pesante e pomposa, anche perché quello che succede ti incuriosisce e ti fa sempre più appassionante. 
Tutto si svolge in un parco di divertimenti in stile western dove gli esseri umani si mescolano a degli androidi che sono umani in tutto e per tutto, dove questi ultimi alla fine soccombono sempre alle smanie e ai desideri più oscuri degli ospiti, senza che questi si sentano in colpa.
E' in questo scenario che si muovono personaggi umani e androidi che si muovono secondo i propri scopi, oscuri e non. Soprattutto da quando alcuni dei residenti (gli androidi) hanno delle "rimembranze" che loro vedono come sogni ad occhi aperti e che invece sono vecchie memorie che riaffiorano.
Tutti sono intrappolati e alla ricerca di qualcosa, e il finale della prima stagione è una meraviglia.
Non sono ridondanti e il bello della storia, che sì ha un filo conduttore, è che questo filo è molto logico e non c'è nulla di particolarmente esasperato.
Che poi, se metti delle personalità da vecchio west, come pensi che reagirebbero davvero con personalità più contemporanee?
La qualità recitativa a volte è un po' forzata (vero Tessa? Ti adoro da anni, ma qui eri eccessiva in certi momenti!), ma in complesso è una delizia.

Anthony Hopkins è splendido, come il suo personaggio.
Ed Harris è l'esempio migliore di uomo western in un mondo non western, l'archetipo del cattivo dei film di quel genere, rivisto in chiave moderna.
Maeve Millay è uno dei personaggi più belli e interessanti che potevano creare e adoro come è interpretato da Thandie Newton.

In verità, lo ammetto. Adoro praticamente tutti i personaggi.

Mi piace perchè non passo tutto il tempo a dire "ma scherziamo?!", ma piuttosto passo tutto il tempo a dire "Maddai!!!".
Finalmente qualcosa di cui ora temo la parabola a discendere!!!

Un consiglio? Guradatelo, ma guardatelo quando avete il tempo per farlo e non avete ansie o grilli per la testa: bisogna guardarlo con calma e non avere fretta. Bisogna guardarlo bene!





















venerdì 10 marzo 2017

Sorelle - la serie televisiva, puntata 1

Stasera è uscita la prima puntata di una nuova miniserie italiana, Sorelle.



Personalmente non apprezzo tantissimo i telefilm nostrani e, da brava cinecriticona, sparo a mille soprattutto perchè sono spesso di una mediocrità recitativa e di sceneggiatura che mi fanno vergognare. Anche perchè anche certe mediocrità straniere sono più apprezzabili per lo meno, se non hanno una di queste due semplici cose (recitazione e sceneggiatura) almeno l'idea creativa. E diciamocelo: il cinema italiano sta passando davvero una fase terribile, figuriamoci i prodotti seriali.
Non nego però che ci sia qualcosa che, se proprio non posso definirlo entusiasmante o innovativo, per lo meno lo definisco interessante.
Questo è quello che posso dire di Sorelle.
Ok, ammetto che stimo sinceramente Anna Valle, che non solo è di una bellezza invidiabile, ma ha anche quello che si dice la capacità di bucare lo schermo. Non cambia mai particolarmente nel modo di recitare, è un po' come Alberto Sordi quando spiegò a un suo fan americano come faceva a entrare così bene nel ruolo lui rispondeva che, semplicemente, metteva i vestiti del lavoro, confermando che era sempre se stesso. Anna Valle sembra fare la stessa cosa: è sempre lei che, in questo caso, è avvocato e sorella maggiore di una (bellissima quasi quanto lei) Ana Morariu e figlia di una Loretta Goggi che è piacevole, ma anche no, e non so se è per colpa del personaggio, fatto oggettivamente male, o della sua voglia di essere se stessa e allo stesso tempo qualcosa di inaspettato per i pubblico. Forse entrambe.

La storia è ovviamente un giallo di come ce ne sono stati sempre tanti nel modo di fare gialli in Italia: Chiara torna a casa, sua sorella è sparita e si scopre morta, rapporti complicati e cose non dette, segreti, antichi amori e altrettanti rancori... Sul serio, niente di nuovo.

C'è un però.

Il però è che comunque la storia è presentata in maniera piacevole.
La storia, nella sua banalità, è strutturata bene e promette di avere un interessante svolgimento.
Il primo capitolo infatti intriga, Anna Valle riesce a mantenere un tono alto tutto il tempo, nonostante le solite filippiche sui sogni che comunque posso anche  giustificare: una sorella scomparsa può creare serie inquietudini. Io sono così traumatizzata dagli esami di matematica che per me coincidono con brutte cose di famiglia (dalla morte del mio cane, a parenti vari che finiscono sotto i ferri) che l'altro giorno ho sognato di subire io stessa un incidente stradale mentre andavo a sostenerlo.

Poi ci sono i misteri inspiegabili che sono apparentemente lontani dalla sparizione di Elena, nonchè della scoperta, da parte di Chiara della presenza di segreti che avvolgevano la vita della sorella minore.
Capirete che ci sono già molti nodi che sono stati trovati, ma è stata una lunga puntata e non sono stati sputati fuori l'uno dopo l'altro, quanto piuttosto mostrati con un adeguato ritmo.

Il legame, poi, tra le due sorelle, che poi dovrebbe essere il fulcro dell'intera storia, si dipana piano piano già davanti agli occhi e, con tutto il cuore, penso che i due personaggi siano molto realistici anche se le battute tra le due non sono sempre al meglio delle possibilità e sembrano anche forzate : emblematica la discussione che le due sorelle hanno avuto nei ricordi di Anna nella casa romana di lei dove il fittizio fa da padrone e dove si nota una certa volontà di voler dire e non dire per non svelare troppo con un risultato piuttosto scadente.

Nota particolare spetta a Matera.
Finalmente la città protagonista non è un paesino, o Napoli, o una Roma ripresa a cazzo. E' una città, patrimonio dell'unesco che meritava di essere filmana un po' anche perchè è talmente complicato poter andare a visitarla che almeno la si vede in televisione. Sapete che manca la ferrovia, vero? Hanno una stazione ferroviaria ma mai avuto una ferrovia e ci vogliono almeno due ore per raggiungere un aereoporto...
Certo, anche per quello che riguarda gli attori che dovrebbero essere materani ho da ridire. Non sono Matarrese (sì, vi ho chiamato così! Wahhahaah) ma non ho riconosciuto l'accento... che non senti i miei parenti di quelle parti da così tanto tempo? Soprattutto perchè qualcuno sembrava campano e qualcun altro pugliese... bah... qui posso sbagliare, in fondo il dialetto o il semidialetto lucano lo parlo solo con mia nonna (o quando la prendo in giro). Forse costringere l'attore ad assumere o un accento più autoctono oppure una dizione pulita sarebbe stato gradito.

Per il resto... speriamo che la storia non cada nel banale se no insulterò tutti.

martedì 28 febbraio 2017

Supergirl - Begin super

Questa volta decido di trattare una cosa del tutto nuova, non che abbia chissà quali argomenti o chissà quali post, ma penso sinceramente che valga una discreta attenzione.
Conosciamo tutti i recenti lavori della DC comics per quel che riguarda il tubo catodico (che ora non è più catodico), sia per quel che riguarda i film che quello che riguarda i telefilm.
L'uomo non voluto neanche
quel mostro di Nessy

Sul grande schermo vince e stravince il caro e vecchio Ometto in nero e la sua risma, perchè si sa! Batman è sempre figo anche quando la pellicola è di scarsa qualità (dove pure l'amore malsano di Harley Quinn per un uomo che la sfrutta e abusa di lei è reso politicamente corretto e giustificato, o dove il personaggio tormentato di Talia al Ghul è reso persino più scarso dell'ultima interpretazione cartacea di quel fallito di Morrison - ma si sa, ora fa figo pure come hanno ridotto Catwoman, e sicuramente a Ghotam le prostitute dicono al poliziotto "l'accordo alla Catwoman" per parlare delle marchette che lei fa ai tetti a Batman per rimanere fuori di galera - c'era un tempo in cui io la gatta la stimavo... ora è solo una prostituta piagnona in latex che si autoillude di avere rispetto e un grande amore, ed è sicuramente più credibile il primo), e il mondo dei telefilm dove abbiamo un Green Arrow che in verità è un Batman in verde che però uccide (nei film pure il milionario di Gotham lo fa, ma indovinate?
Serie DC dello stesso universo e
che non sono state abolite
La sua regola praticamente da subito è proprio il contrario) tanto che i 3/4 dei suoi nemici sono in verità presenti nelle storie del Cavaliere Oscuro, un Flash un po' scemo, ma che non fa poi così schifo, dei tizi che viaggiano nel tempo alla facciaccia dei mostri che invece attaccano il velocista scarlatto e la sua cricca, una Supergirl senza trama che sicuramente alla fine metteranno con lo stesso stronzo che nei fumetti l'ha massacrata di botte perchè prestava attenzione ad un amico invece di prestare attenzione al suo pacco (e lei poi ha spedito giustamente fuori dal sistema solare), un pe-frotuna-l'abbiamo-perso-Constantineuna Gotham che urtica perchè come Supergirl aveva potenziale, ma mettono troppa roba e la mischiano male e finiamo con un Powerless che... beh! Non ho ancora visto ma già mi sta simpatico. Sarà che è una commedy.

Tutto questo preamobolo per dire che, voi non lo sapete sicuramente se non leggete le boiate made in USA, ma c'è stato di recente una piccola rivoluzione nel mondo dei fumetti DC, con il risultato di aver ringiovanito i padri (che comunque sono ben lontani dall'esserlo davvero), mischiano dimensioni, per poi trattare sempre le stesse cose con stereotipi e senza una vera trama. Ma in fondo se andate su EFP trovate fanfiction più strutturate e comprendete che parlare del "vostro Superman/Spiderman/Vattelapesca" coincide proprio con quello che fanno mille altri fan solo che nei siti di fanfiction sono gratuiti.

Poi c'è la chicca.

Supergilr - Being Super.

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Supergirl - Being Super
Copertina del primo numero

Il primo numero è uscito il 28 dicembre scorso e il secondo solo il 22 di questo mese. Due mesi di attesa, un vero peccato.
In verità, Supergirl ha in sé già una sua testata che credo ricalchi quella della serie televisiva, poi hanno lanciato questa piccola perla che, sinceramente promette davvero bene.
Facendo questo articolo ho scoperto che le autrici sono due donne: Mariko Tamaki e Joelle Jones.

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Mariko Tamaki alla presentazione di
un fumetto che ora voglio sapere
com'è
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Joelle Jones a un comicon












La storia è femminile e universale, ma sicuramente non banale.
Tutto molto umano, molto normale, molto super.
Kara vive a Midvale, un paesino alla Smallville per intenderci e che ricalca perfettamente la situazione del cugino. 
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Ha 2 amiche, Dolly Grandger, una giunonica ragazza di colore dall'aria molto rock nonostante le preferenze musicali dei genitori - e se una figlia la chiamano Dolly, non sto lì a spiegarvi quale sia il loro genere - e Jennifer Bard, una rossa alta e secca con tanto di lentiggini e l'atleticità di una gazzella.
E qual è il grande trauma che subito la protagonista deve affrontare? Un brufolo.
Esatto un brufolo. Tutto infatti è pervaso di una incredibile normalità, nonostante la protagonista non sia esattamente normale, visto che, beh!, non è terrestre. Ma lei infondo è identica alle sue amiche, con cui si scrive in continuazione al cellulare, anche mentre alza il trattore paterno (e che la rimprovera per questo), ha degli incubi ricorrenti, le piace correre, e vuole poter scoprire chi è davvero, saltando fino in cielo. Perchè compiere sedici anni è anche quello. Il suo primo regalo? L'esplosione del brufolo kriponiano... 
Poi il patatrak: un terremoto devastante colpisce la cittadina proprio durante le gare di atletica leggera e lei e le sue amiche rimangono coinvolte.

Questa a grandi linee è l'imprinting della storia nel primo numero.

Ora, devo dire che appena arriva in italiano credo che lo comprerà a mia nipote che ha 12 anni.
E' bello per vari motivi: la Tamaki ha scritto tutto in maniera eccelsa: tutto nei dialoghi e nella storia ha un senso e una dinamica estremamente naturale, dove l'amicizia tra le tre ragazze è splendida e palpabile. Non c'è nulla di superfluo, nè di lezioso. Non ci sono tentativi di spiegare il grande mistero della vita, ma solo i normali turbamenti emotivi di un'adolescente. Anche l'affrontare i drammi che si presentano subito nella storia, la corsa in aiuto alla sua amica, la perdita e la tristezza sono descritte, espresse e raccontate in maniera naturale, senza banalità nè ostentazione.
Il secondo motivo sono i disegni: davvero BELLI. Alcune volte sono lievemente sgraziati, ma sono perfettamente in linea con lo stile di disegno che ci si aspetta, senza contare che non c'è un disegno troppo marcato (in linea con il target e il genere di racconto), nè corpi impossibili per pose o muscolature. Probabilmente la Jones non ha avuto difficoltà a disegnare Kara (per me si è usata come modella e ha pure fatto bene - come del resto i capelli bicolore di Dolly sono un palese richiamo alla Tanaki) e i disegni non hanno l'ipersessualizzazione di nessuno dei personaggi (ma di recente la DC sta tentando di tenersi su un tono basso sull'argomento, sia perchè ha dato fin troppo negli anni passati - nè si smentisce quando deve avere a che fare con dei vecchi personaggi -, sia perchè in America gliene hanno un po' dette di tutti i colori - e a ragione! - sia per la discriminazione di genere nelle storie, sia nella scelta di assunzione degli artisti - dove mediocri uomini erano preferiti rispetto a talentuose donne - alla facciaccia della scelta stilistica dell'artista che è una gran minchiata, visto che spesso era meno volgare un fumetto erotico di Manara), nè tantomeno la loro banalizzazione. Pochi altri autori americani al momento sono per me tanto piacevoli alla vista. L'espressività di Kara e delle sue amiche non è banale e persino la kriptoniana che rappresenta l'estetica più americana di tutti i personaggi DC risulta essere semplicemente una bella ragazza.

Ora bisogna solo aspettare e vedere cosa ci proporranno queste due splendide autrici.
Di mio, lo consiglio a tutti.

Per ora, eccovi una carrellata di immagini.


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Per poi chi si chiede di cosa parlavo sopra, su una Supergirl picchiata, si parla del volume 5 del lontano ma non troppo 2007, trattando anche se in maniera piuttosto superficiale un argomento piuttosto raro, soprattutto se il soggetto è un protagonista della DC.

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Capirete che è powerboy è un tamarro e lei è sempre una bambolina bionda, ma a onor del vero era poco più una cheerleader vestita male (a essere gentili), ora mi aspetto qualcosa di meglio. Non che sia difficile.

giovedì 2 febbraio 2017

chiavetta da risvegliare? Consigli da dare.

Da tempo avevo una magnifica chiavetta da ben 32GB su cui non potevo scrivere. Mi diceva che era di sola lettura

Allora che cosa ho fatto? 

Ho ovviamente fatto quello che dovevo fare: cercare online, trovando per fortuna le informazioni sul mio sito preferito per la tecnologia (qui per andare all'articolo in questione). Avevo visto un video su Youtube ma non mi ha aiutato, per quanto sia chiaro e probabilmente utile (visto che diceva le stesse cose della prima parte dell'articolo di Aranzulla).

Ora, io ho eseguito con attenzione alle prime proposte (quelle senza programmi in cui digiti i codici dentro la finestrella nera del pc che ti fa sentire tanto NERD ogni volta che la apri), ma non ha fruttato.
Allora cosa ho fatto? Ho optato per i programmini che Aranzulla propone. Programmi che vanno in profondità quindi è consigliabile in primis copiare i file all'interno se non si vogliono perdere e poi non avere altre memorie attaccate al pc per non rischiarle.

Il primo è HDD LLF Low Level Format Tool (Windows) un programma che scarichi e installi. Purtroppo per me non ha funzionato. Ho provato 2 volte e sono passata all'altro.

Apacer USB Repair Tool (Windows), invece, è un altro paio di maniche. Non si installa e... io lo consiglio: la prima volta non è andato... ma la seconda sì!!
Nei fatti apri lo zip, e lo avvi, quando si apre la finestra chicchi con ordine; Restore - Restore - Yes.
Dopo pochi minuti si si ha la propria chiavetta!!!!
Sul serio, una chicca.

giovedì 15 dicembre 2016

Due mondi di magia

Oggi parlerò di un paio di cose, anche perché sono correlate tra loro… e perché mi va.
E parliamo delle ultime due fatiche di JK Rowing. Entrambi sono suoi soggetti, di entrambi lei ha fatto la sceneggiatura, entrambi usciti quest'anno.
Una cosa in generale: mi verrebbe chiedere all'autrice di tornare a scrivere normalmente, ma vuole avere un massimo rendimento col minimo dello spreco di energie, ma tutto poteva essere più succoso: aveva tutti i presupposti.



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Sono andata di recente a vedere l’ultima opera del mondo potteriano e non posso dire di essere del tutto entusiasta. Lo ammetto: gli ultimi 3 film della saga non li ho guardati al cinema, ma in fondo non sono una di quei fanatici che devono avere ogni cosa.
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I salvatori dell'intera umanità
La storia è facile e lineare. Comincia con l’arrivo di Scamander (un po’ lo sfigato di turno) a New York con una valigia che forse dovrebbe aggiustare. Subito si trova con uno Snaso che scappa (e con lo Snaso le Gag sono davvero carine) e lui che lo rincorre, coinvolgendo anche un babbano (o Nomag, perché ovviamente dovevano cambiare il nome…), una ex auror e la sorella che è una legilimens che a quanto pare è una predisposizione naturale che lei ha. Ovviamente capita proprio in quei giorni che un mostro si aggira per la Grande Mela e si ritrovano a pensare che sia uno degli animali di Scamander ma lui riconosce subito l’errore e poi alla fine salvano non solo New York, ma anche l’ordine di segretezza del loro mondo.

Il vero protagonista di tutta la storia.
Senza di lui non ha senso guardarlo.

E devo dire che in generale, la storia è bella, innegabile… ma la questione “animali fantastici” per me doveva essere sviluppata meglio. Io mi aspettavo molto di più e per più di due ore di film, scusatemi, ma mi aspetto che non me li facciano comparire davanti per dirmi esistano, ma devono partecipare davvero alla storia. Due ore, santo piffero! Due ore!!! Anzi, per la precisione 133 minuti. Sono tanti e potevano interagire di più nelle vicende. E sì, non ditemi “non potevi aspettarti di meglio”, perché con i soldi di produzione spesi e quelli che ci guadagnano potevano anche applicarsi. 
Anche perché, intendiamoci: se proprio mi riguardavo ghostbuster 4 che è molto più bello ha una trama è più credibile.

Ammetto che anche Grindelwald mi ha un po’ lasciato con la bocca storta. Non mi interessa che sia Jonny Depp o altro, a parte che io me lo aspettavo comunque con tutt’altro aspetto ma su questo posso soprassedere, ma alla fine c’è qualcosa che stride. Cosa? Beh, per chi non ha visto e non vuole spoilerate consiglio di smettere di leggere dopo questa affermazione: bello sì, ma ha delle magagne. In effetti il personaggio è bello, nulla da dire, ma se uno si aspetta del caffè, fa strano ritrovarsi del tè, anche se forte. Non è caffè, ecco.

Ora comincia lo spoielrone.

Quando compare Grindelwald viene bloccato da Scamander, e fin qui va bene. Ma quando il primo ministro americano (e non rompete il cacchio perché sbaglio la definizione, puristi del piffero) dice di “alleggerite il signor Graves della sua bacchetta” ovviamente nessuno lo fa, non dovrebbe farlo… ma invece… la cara Tina lo disarma e si prende la bacchetta. Ora, se abbiamo visto o letto cosa succede negli altri libri, sappiamo che basta questo e non necessariamente sconfiggere il mago che possiede la bacchetta di sambuco per diventarne il padrone: Draco non ha sconfitto, né ucciso Dumbledore, l’ha solo disarmato. Quindi la futura signora Scamander diventa la nuova proprietaria della bacchetta. Quindi Harry sarebbe dovuto morire, o sbaglio? Per cortesia, uccidete davvero Harry Potter una buona volta. Perché sì, a me non è mai piaciuto.

Eddie Redmayne che prende per il culo i liberi di Harry Potter
e soprattutto il finale della saga.


Cheppoi… parliamoci chiaro: era palese la predilezione per Grindelwald di Graves, ma per me che fosse davvero lui mi sa tanto di scivolone. Anche se letto in quella chiave il dialogo su Dumbledore prende tutto un altro (romantico – ma io sono una fan della coppia DumblyXGrindy) sapore. Ma sono serio, se non mi mettevano lui come Grindelwald andava comunque bene lo stesso, ma forse volevano garantire che ci fossero stati altri film.
Lo spoiler sul secondo film invece era prevedibile: molto in stile.

Harry Potter e la Maledizione dell’Erede



Me lo ha regalato mia sorella. Io aspettavo di comprarlo per vedere in primis se al libraccio potevo prenderlo a metà prezzo e poi se facevano ulteriori offerte. Non perché non volessi leggerlo, ma perché ero urticata dalla decisione della Rowling di scrivere altro. Si è liberissimi di decidere di ricominciare a scrivere, ma qui è tanto palesemente motivato dal guadagno e non altro. Chiunque sia appassionato di lettura e scrittura sa che i personaggi che si ha in testa rimangono dentro da che nascono a che muoiono e gli autori sanno sempre come va avanti o come è stato quel mondo, quindi è facile da credere che lei sapesse cosa è successo.
La storia è semplice e complicata allo stesso tempo. Harry e suo figlio Albus non sono proprio migliori amici. Albus non vive bene la sua vita scolastica e vive male la presenza ingombrante del genitore. Harry è invece in difficoltà come padre perché la voleva semplice come gli altri figli che non hanno a quanto pare mai problemi. Albus ha un amico, un solo amico, e questi è Scorpius Malfoy la cui vita è rovinata da una madre in cattiva salute e il sospetto del mondo magico che lui sia in verità figlio di Voldemort. Poi accade il fatto: Harry trova in una retata una giratempo e il signor Diggory (che ne è venuto a conoscenza) la vuole per riportare in vita il figlio Cedric. Albus ascolta la conversazione e conosce Delphin, nipote del vecchio mago. Da qui le cose si evolvono tanto che Albus e Scorpius finiscono con lo scappare dal treno (che dimostra anche una cosa: non era vero che c’erano stati studenti che davvero volevano scappare, perché quelli citati certo non volevano farlo e Albus e Scorpius – più il primo in verità – volevano farlo sul serio) e cominciare un’avventura che potrebbe distruggere il loro mondo. Nel frattempo vengono affrontate le difficoltà di relazionarsi padre/figlio in praticamente tutte le salse dove l'unica cosa che davvero vuole il figlio di turno è potersi sentire accettato. In effetti, è qualcosa che continuano a ripetere e ripetere e ripetere...

Il contro è il modo di uscita. Davvero piazzi la cosa a livello teatrale? Perché mai non scrivi il romanzo? Hai avuto il tempo, di sicuro. Giochi sulla massimo rendimento e minimo sbattimento eh? Ti stai divertendo con le sceneggiature e quindi non vuoi preoccuparti di riscrivere tutto? Tranquilla che i fan ti comprano entrambe! Io volevo il romanzo, comunque. Poco ma sicuro. E mi ha deluso. Un contro dell’edizione italiana (ho già comprato il 6 e il 7 in inglese e sinceramente non è periodo per fregarmene della mia dislessia) pecca particolarmente nei nomi: spiegatemi per quale assurdo motivo non mi traduci nessun i nomi tranne quello di Snape. Sei uno sfigato, traduttore del menga. E qualunque scusa che fai è un calcio nelle palle che ti meriti e se sei una donna, nelle ovaie. almeno col romanzo avresti potuto sviluppare meglio tutte le questioni allarmistiche di cui parli e che accenni soltanto per ovvie questioni ci copione... e non avevano senso, quasi da evitare: che senso avevano? Bah! Sembravano piuttosto inutili.

Il pro è la storia (che è oggettivamente con una trama con la sua logica per quanto abbia affrontato la questione dei salti temporali che sono oggettivamente ostici per una trama e che spesso vengono sviluppati in maniera banale) e la caratterizzazione dei personaggi. La storia è infatti carina e coinvolgente, leggera di lettura scorrevole e i personaggi, soprattutto quelli nuovi, sono davvero belli. I dialoghi ben mostrano la personalità di ognuno di loro. Un mio amico lo ha definito meglio degli ultimi. Ora, in effetti il 6 e il 7 mancavano di una certa leggerezza nei momenti in cui doveva esserlo. Mi spiego meglio: Harry è un adolescente arrabbiato che deve salvare il mondo e per quanto i momenti romantici sembrino voler spezzare quella tensione, non ci riescono e risultano forse (ma togliamo pure il forse) un po’ troppo pesanti. In questa sceneggiatura invece ci sono momenti carini. I dialoghi Snape/Granger sono davvero stato incantevoli, tanto da dare una certa intimità (platonica?) tra i due che sapeva di lotta sovversiva che deve salvare il mondo (cosa che effettivamente facevano) e, sul serio, la battuta sul prezzo da pagare quasi (ma solo quasi) vale i soldi spesi per comprarlo. È agrodolce e molto bello (e da fan sfegatata di Snape – davvero praticamente uno degli – pochi – veri motivi per cui leggere i libri, anche se la signora Rowling poteva evitare di scrivere la scempiaggine in cui è orgoglioso che Albus porti il suo nome… anche se forse i vent’anni di lotta per un ideale – perché Harry è morto – lo hanno cambiato… mah!) come è molto bello il rapporto tra Albus Potter e Scorpius Malfoy. Devo dire su quest’ultima coppia che è proprio il figlio di Draco ad avermi sorpreso. È davvero un bel personaggio. È buono, ma un buono vero. Se non fosse stato come è stato interpretato non avrebbe avuto senso il sopportare le angherie dei suoi compagni con la voce che fosse il figlio di Voldemort: lo avrebbe dovuto usare a suo vantaggio (davvero vuoi sfidare l’erede di un mostro simile? I ragazzini sono imbecilli, ma non stupidi) e invece Scorpius non ne ha l’animo e quando Albus gli dice che lui sa che non è figlio di Voldemort perché quest’ultimo non avrebbe mai potuto avere un figlio così buono. E poverino, il biondo erede dei Malfoy ne ha di sfiga addosso… è l’Harry Potter della situazione, per intendersi. Con la secchionaggine di Hermione. Uno spettacolo. Sì, sono diventata una sua fan, e dire che prima non aveva mai attirato la mia attenzione… e sinceramente a ‘sto giro quel poco che so di Rose me la fa stare antipatica e spero che quell’amore non nasca mai. Lui merita SICURAMENTE di meglio. 
Aggiungiamo che è mia opinione che potevamo meritarci di meglio, ma comunque poteva andarci peggio.

E forse meritavamo solo qualcosa di più... completo.

venerdì 28 ottobre 2016

Lucine da... pc ma anche no

Questo post è diretto a tutti quei pazzi furiosi che, come me, hanno la paranoia che tutto possa succedere e che, per davvero, con la propria macchina si possa vivere qualunque avventura (o come nel mio caso) tutte le sfighe possibili e immaginabili.
Nella mia macchina, infatti, ho un po' di tutto:
- 5 euro di scorta per la benzina qualora rimanga a secco per tornare a casa e mi ritrovi senza soldi (5 euro usati e riusati almeno una decina di volte, a dire il vero e che ogni mese rimetto nella speranza di non usarli).
- 1 coperta ignifuga (ho la paranoia che un giorno la mia macchina si surriscaldi).
- 1 coperta normale (se parto che fa troppo freddo: dalle mie parti se ci sono dei begli inverni nevica e nevica tanto).
- 1 set per la pulizia dentale e personale (questo è dato anche dal fatto che se dimentico qualcosa quando vado a dormire fuori un paio di notti, quella cosa che dimentico è proprio lo spazzolino)
- 1 magione (caldo) e una maglietta di scorta...

Sì, lo so è quasi ridicolo. Ma è come avere le borse della spesa nel bagagliaio: può sempre capitare di averne bisogno. E a onor del vero almeno la metà delle cose sopra citate è statisticamente probabile che venga utilizzato nel giro di un anno (soldi e set di igiene in primis).

Di recente alle mie piccole novità che non posso non condividere.
Questa volta voglio parlare proprio di una di queste due perle, per la seconda mi preoccuperò di tenere il riserbo fino a quando non avrò conferma della sua utilità.

Voglio infatti parlare della Luce Led Bianca per presa USB ad alta Luminosità.


Ho dei sentimenti contrastanti su questo piccolo aggeggio.
In primis devo ammettere una cosa innegabile: fa una bella luce ed è quasi notevole nonostante la piccolezza delle dimensioni. Perchè è un oggettino davvero minuscolo.

Io quando l'ho preso, però, mi aspettavo di poterlo collegare al cellulare tramite il cavetto adattatore adeguato (in modo da tenerlo sempre pronto in tasca) e invece no.
La cosa mi ha urticato un po', ma poi ho optato per una cosa piuttosto utile per chi, come me, ha una macchina a tre posti e una luce centrale (quella classica per poter vedere al buio) piuttosto scarsa (la Fiat l'ha fatta tanto bella e cara, la mia macchina, ma se cerco qualcosa nei sedili dietro o sotto non ha dato una luce molto utile) da non essere particolarmente utile, questa luce invece sopperisce alle mie esigenze.
Nei fatti tra i cavi da ricarica per cellulare e simili, ora c'è anche l'adattatore e, lo ammetto: è comodo.
Non lo tengo collegato al pc per un ovvio motivo: la luce a me serve per illuminare solo ed esclusivamente la tastiera e troverei poco utile una luce che, comunque, risulta così laterale.

Lo so, praticamente potrei dormire nella mia macchina... ma è la mia unica proprietà e non è detto che un giorno non possa capitare. E fidatevi: una luce è sempre utile. 

venerdì 2 settembre 2016

Blush lavera - Natural Mousse


Partiamo con l'aneddoto.
Ora anche certi supermercati vendono Lavera.
E' una marca tedesca che io personalmente uso molto perchè, nonostante i prezzi è davvero pregevole.
Questa volta parlo del loro Natural Mousse Blush.
L'esperienza con questo trucco non è iniziata nel modo migliore.
Le premesse da parte mia e sua non sono il massimo:

  • io non uso i blush solitamente
  • il prezzo era davvero elevato per una robina del genere, per lo meno a parer mio.
In effetti l'ho preso solo perchè col brutto tempo che c'è per essere giugno e a fine mese ho un matrimonio, non volevo sembrare così tanto cadaverica, ecco...

Alla fine quindi mi sono decisa a prenderlo, ripromettendomi di non comprare altri trucchi fino a quando non ne finisco almeno uno... beh, a parte quando comprerò la matita nera che mi manca, OVVIO (almeno quella mi è finita davvero!!). 

La prima volta che l'ho aperto è stato un DELIRIO.
E' impossibile farlo.
Ho provato girando, Niente
Ho provato con le unghie, Niente.
Ho provato con quell'odioso aggeggio da cucina che serve per aprire i vasetti scivolosi.
NIENTE.
Sono arrivata a usare un coltello...per fare pressione e alzarlo, visto che non si capiva se era da girare o a pressione... finendo per aprire la parte sotto.
Ok. Almeno a quel punto sono arrivata a capire che è avvitato...
Ma come aprirlo?
Alla fine ho chiesto aiuto a mio padre.
Non per altro, ma visto che peso meno di 45 chili, capirete che la mia forza, per quanto ragguardevole, sia proporzionata alla mia corporature di piccola donna minuta, mentre mio padre pesa due volte me a essere gentili...
Ci ha provato anche lui alla stessa maniera mia: mani, aggeggio odioso da cucina.
Niente.
Allora ha acceso il fornello per riscaldare la plastica.
Questo perchè?
Perchè riscaldare leggermente la fiamma aiuta ad aprire.
Peccato che non ha funzionato.
O meglio.
Era ancora caldo quando, dopo avergli detto per la terza volta l'ultima avventura col coltello, ha sentenziato che allora era a pressione e, preso a sua volta il coltello, mentre mi diceva "Allora, devi sapere dove fare pressione..." l'ha aperto dalla parte giusta.
E abbiamo scoperto essere da avvitare.
Da lì, sia io, che mia madre, ci abbiamo messo le dita sopra per vedere come fosse.


Responso sul prodotto.


Di primo acchito sembra davvero scuro, tanto che una pelle pallida-mediterranea (sì esiste è quella che nessuno vorrebbe avere, visto che è meglio il pallido nordico che sembra meno malaticcio) come la mia può risultare troppo chiara per poterci stare bene, mentre sicuramente è ben disposto sin da subito per le mediterranee più scure, come ad esempio mia madre.
Bisogna fare attenzione ad usarlo, onde evitare di avere un effetto pagliaccio quando si vuole avere uno naturale.
Per il resto, le so si stende con l'adeguata delicatezza dosandolo senza essere particolarmente eccessivo riesce a dare un certo tono senza sembrare un pagliaccio, tanto che io stessa avevo un aspetto più sano e, visto che passo le mie giornate a lavorare davanti a un pc e la mia ora d'aria è effettivamente un'ora d'aria e neanche tutta assieme, è qualcosa che è notevolmente facile da apprezzare.
Ho provato questo prodotto sia in primavera che in estate, notando che anche per le pelli abbronzate (non la mia, io ho solo un leggero colorito dato dalla mia ora d'aria di cui ho parlato qui sopra) l'effetto è delicato e piacevole.
Il suo problema, decisamente, è aprirlo e chiuderlo.

Per il resto... LO CONSIGLIO!!!